lunedì 25 gennaio 2010

Intervista su “Romanzistorici.it” ed estrazione a sorte di un mio libro su “JuneRossBlog.com”

All’inizio era una piacevole sorpresa, adesso è un’inevitabile e continua conferma: in Italia ci sono moltissime persone che dedicano le loro energie a creare e mantenere attivo un blog letterario. E lo fanno con grande professionalità, oltre che con evidente passione. Mi è capitato di essere contattata per un’intervista su un blog 3 mesi prima che questa potesse essere effettivamente pubblicata: fino a quella data, gli spazi erano tutti programmati. Mi è capitato di interloquire con blogger che non hanno voluto aspettare di ricevere la copia di un mio libro in regalo (che viene inviata secondo modalità spiegate qui) ma hanno acquistato entrambi i volumi, li hanno letti e poi mi hanno fatto domande pertinenti e mai scontate. Mi è capitato di leggere recensioni del mio romanzo più recente da far invidia al più blasonato quotidiano. Alcuni blogger creano rubriche, fanno inchieste, inviano richieste, suggerimenti e vibrate proteste agli editori; altri non si fermano all’attività online, ma organizzano giornate di incontro con gli autori; quasi tutti curano la grafica del loro spazio in rete al pari dei contenuti. Di questo fermento si è accorto da tempo un programma radiofonico di rilievo come Fahrenheit (vedi questo post) che coinvolge i blogger nella rubrica di recensioni in due minuti “You Book”.

Romanzistorici.it

Alcune settimane fa mi ha contattata Conte Mascetti, l’autore del blog Romanzistorici.it e l’animatore del gruppo di Anobii dedicato al romanzo storico, per chiedermi un’intervista. Il blog di Conte Mascetti è attivo dal 2009 e ha avuto uno sviluppo molto rapido; nei prossimi tempi, come ho saputo in anteprima, la grafica del sito verrà rinnovata in una direzione molto interessante. Ecco un estratto della bella intervista pubblicata e, di seguito, il link per leggerla tutta.

Quanto tempo ha dedicato al lavoro di “ricostruzione storica” all’interno delle due trame [La sorella di Mozart e La strana giornata di Alexandre Dumas]? Che fonti/strumenti ha utilizzato per quest’attività?
Adesso le farò una confessione. Di norma mi viene detto, come fosse un gran complimento, che i miei romanzi – soprattutto il più recente, quello con Dumas – sono molto “documentati”. E mi si chiede con profonda ammirazione “come ho fatto” a ricordarmi tutte quelle cose, a riprodurle con quella naturalezza, eccetera. La verità è che il lavoro di documentazione storica è per me la parte più leggera e divertente, la meno angosciosa, quella che crea meno problemi. Ed è soprattutto, a mio avviso, la parte meno importante. Quello che conta davvero è creare un racconto efficace, così da poter comunicare qualcosa a qualcuno. Non esiste nulla di “reale” in una ricostruzione storica. Il racconto della Storia, anche quello che viene fatto dallo storico, non è che il racconto di un punto di vista sulla Storia stessa. Per me i personaggi sono archetipi. Tutti. Anche quelli che si basano su persone realmente esistite. Nel momento in cui un personaggio storico diventa un personaggio da romanzo, si trasforma immediatamente in un archetipo. E’ questo per me l’unico modo possibile di considerare la scrittura (e la lettura), che abbia o meno a che fare con epoche passate. Ed è questo il vero lavoro. Quello che porta momenti di disperazione e di esaltazione, quello che induce a ridere e piangere da soli davanti allo schermo, quello che fa vedere i personaggi attorno a sé, parlare, gesticolare, interagire, a volte benevoli, a volte ostili, a volte indifferenti. Il più bel complimento che mi sia stato fatto per il mio primo romanzo è che fa venire una gran voglia di suonare, e per il secondo che fa guardare alcune cose della vita in modo diverso. Queste sono cose che hanno un peso, secondo me. Che la tappezzeria nel primo ‘800 fosse proprio in quel modo lì, chi-se-ne-frega.

>> Leggi l’intervista su Romanzistorici.it

JuneRossBlog.com

Questo blog è dedicato ai romanzi d’amore e la sua animatrice, June Ross, è una forza della natura. Pubblica in media un post ogni due giorni. Organizza un concorso fotografico e un concorso letterario, gestisce uno sportello virtuale di informazioni sul genere, partecipa al Women’s Fiction Festival, crea letteralmente dal nulla una giornata annuale di incontro tra lettrici e scrittrici che si chiama La vie en rose (qui un servizio televisivo sulla giornata dello scorso anno, che si è tenuta a Milano; la prossima a Roma il 13 marzo, qui il video promozionale). Ho dimenticato qualcosa? Ah, certo: le video-interviste! E’ per quello che siamo entrate in contatto: l’amica scrittrice Sylvia Z. Summers mi ha intervistata per conto di June Ross negli studi di Telereporter. E ne è nato un bell’articolo di presentazione che prevede anche l’estrazione a sorte, tra tutti coloro che lasceranno un commento, di una copia autografata del mio primo romanzo La sorella di Mozart. Per partecipare c’è tempo fino al 27 gennaio, dopodomani. Complimenti e molte grazie, June Ross!



>> Leggi l’articolo su JuneRossBlog.com

Foto: Mike Licht, NotionsCapital.com e Lyn Pernille.

15 commenti:

  1. Cara Rita, è proprio vero. Nel web ci sono tanti siti meritevoli di interesse, che favoriscono lo scambio di idee e creano dibattito culturale. Spesso si parla dei demeriti di internet (potenziale generatore di abbrutimento), ma esistono anche innegabili risvolti positivi!
    A presto

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  2. Grazie, Luca. Oggi si parla dei demeriti di Internet, ieri si parlava di quelli del computer per la videoscrittura, e prima ancora di quelli del telefono cellulare, e prima ancora di quelli del telefono tout court, e prima ancora dell'automobile, e forse anche della bicicletta, della carrozza... probabilmente anche quando fu inventata la ruota qualcuno disse: aaaaahhh, orrore! Che fine faranno i poveri asini da soma? E la poesia di una bella sacca a tracolla, la vogliamo uccidere così senza pietà?!
    Abbracci, Rita

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  3. Internet è destinato a diventare l'invenzione del secolo, ha rivoluzionato il sistema della comunicazione. E' una finestra sul mondo. Ha dato libero accesso a tutti, visibilità a quanti desiderano esercitare il loro diritto all'esistenza, dalla casalinga al poeta locale cui nessuno voleva dare credito letterario. Un oceano popolato da pesci multiformi che si muovono sconnessi alla ricerca di luce. Nel bene e nel male ha sovvertito certi strumenti di potere, egemonia della stampa e della televisione. Una rivoluzione in piena regola. Fioriscono i siti on-line, proliferano i blog e si intrecciano amicizie. Il rischio potrebbe essere una eccessiva democrazia, la non selezione degli scritti che vengono pubblicati, la massificazione e la mancanza di regole. Ma ben vengano le innovazioni e la tecnologia che permette di interagire con il mondo intero. Ricordo ancora, qualche anno fa, quando comunicavo con i segnali di fumo e prendevo appunti sulle pietre. Mi vengono i brividi a pensarci.
    Un caro saluto a Luca( che avremo l'onore di ospitare nel prossimo numero del nostro giornale) e un abbraccio a Rita.
    Salvo zappulla

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  4. Grazie, Salvo, ma devo ammettere di non essere troppo d'accordo sulla "eccessiva" democrazia né sul fatto che la non-selezione dei testi (mi sembra che tu ti riferisca a quelli pubblicati in rete) possa costituire un problema.
    Riguardo a Luca, mannaggia... io non gliel'avevo ancora detto, volevo che fosse una sorpresa... speriamo che non torni a visitare questa pagina! :)

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  5. E invece sono tornato!!!
    Caro Silvio e cara Rita, sono ansioso di scoprire questa "ospitata" letteraria!
    Un caro saluto e a presto

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  6. Ops, errata corrige: ho scritto Silvio invece di Salvo, errore IMPERDONABILE!!!
    Chiedo scusa a Salvo...

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  7. Accidenti!!! Ho rovinato la sorpresa. Per punizione vado a mettermi subito dietro la lavagna. Però, caro Luca, non mi chiamare Silvio se no mi monto la testa e provo a camminare sulle acque. @Rita. Mi riferisco al fatto che in rete chiunque si sente autorizzato a pubblicare i propri testi e molti siti pubblicano senza alcuna professionalità. Non è la fine del mondo per carità ed io ho non nulla in contrario, ma c'è il rischio che si faccia confusione; come dire: tutti sono poeti e nessuno è poeta.

    Salvo Zappulla

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  8. Figurati, Luca, conoscendolo non penso che se la prenderà... e grazie a te abbiamo appena avuto una dimostrazione pratica di un possibile demerito di Internet: l'altra faccia dell'immediatezza. :)

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  9. Ecco, ancora a proposito dell'immediatezza: ci siamo sovrapposti...
    Salvo, in questo momento non ho la possibilità di sviscerare la questione, ma mi sembra che la selezione dei contenuti stia al buonsenso dell'utente: ecco ciò che evita il rischio di confusione. Internet non è un piatto pronto come la televisione o un giornale; è un mare all'interno del quale destreggiarsi nel cercare informazioni o sollazzo. E in questo mare, una cosa è il sito ufficiale, un'altra è il blog personale, sul quale chiunque DEVE sentirsi autorizzato a pubblicare qualunque cosa. Purché ovviamente non commetta reati. Il discrimine della professionalità è piuttosto soggettivo e non riesco a immaginare un organismo che stabilisca quali blog obbediscano a questa caratteristica e quindi abbiano il diritto di esistere - anzi, riesco a immaginarlo, ma mi vengono i brividi.

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  10. Rita, nella nostra piccola diatriba c'è un equivoco di fondo. Neanche io riesco a immaginare un organismo che possa stabilire quali blog debbano avere diritto all'esistenza. Dio ne scampi! Lo fanno già a Cuba. Il punto è un altro, a mio parere, ed è un po' quello che accade con i piccoli editori a pagamento, che pubblicano qualunque cosa andando a intasare le librerie con libri di basso pregio, i quali creano confusione e smarrimento tra i lettori. Lo stesso rischia di avvenire in rete: il navigatore sprovveduto (come me, che viene dalla campagna)e vuole cercare un angolo virtuale dove rifugiarsi, trova milioni di tentacoli pronti a ghermirlo, rischia di non raccapezzarsi. Ma non ho detto che non debbano esistere e neanche che vanno censurati. Ci sono ed hanno tutto il diritto di esserci ma non credo siano utili alla letteratura. Questo per quanto riguarda i siti. Poi, certo, ti dò ragione, ognuno si apre il proprio blog, scrive ciò che desidera e se ha cose interessanti da dire troverà un seguito, se no quel blog diverrà una sorta di diario personale ad uso e proprio consumo. Anche questo è pienamente legittimo.
    Salvo Zappulla

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  11. Salvuzzoooooo!
    Mi spiace di averti frainteso. D'altra parte, non mi sembra di avere in corso con te una polemica, quanto uno scambio di opinioni. :)
    Riguardo all'editoria a pagamento: spesso la si addita come la madre di ogni male (non dico che l'abbia fatto tu, ma che lo fanno molti). Non mi sembra questo il problema più grave dell'editoria mondiale... magari in futuro dedicherò all'argomento un post. Tempo fa ne ho parlato qui.
    E infine, siamo sicuri che la mediocrità confonda? Io preferisco pensare che il lettore, così come il fruitore della Rete, sia in grado di individuarla e di scegliere di conseguenza.
    Un abbraccio, Rituzza

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  12. Rituccia, come si fa a entrare in polemica con te? Piuttosto mi faccio frate e mi chiudo in un convento. O mi lascio dare 50 scudisciate. A tua scelta. Mi prostro e mi inchino dinnanzi alla tua intelligenza.

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  13. Ero io, il Zap, penso si sia capito.

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  14. Sì, caro, s'era capito... ma non ti prostrare... per carità!
    Abbracci, Rita

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  15. Carissimi Rituzza e Salvuzzo,
    leggo ora il vostro dibattito interessante e simpatico. Credo che ogni blogger si debba conquistare una sua fetta di pubblico, un suo specifico target. In questo caso, per dirla con Simona Ventura (perdonatemi la colta citazione!), "il pubblico è sovrano".
    Un caro saluto
    Lucuzzo

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