venerdì 28 giugno 2013

Elsa e Nannerl

Due blog-recensioni di miei romanzi che non avevo ancora segnalato. Questa, de Le due vite di Elsa, è uscita sul blog 'Mestierelibro' a maggio; questa invece, relativa all'edizione francese de La sorella di Mozart, mi è recentemente giunta tramite Twitter. Mi sono presa la briga di tradurla in italiano perché... be', perché è molto bella. Buon fine settimana a tutti.

Quarta di copertina: Mozart aveva una sorella maggiore, Nannerl. Anche lei una musicista virtuosa, si esibì in duo con il fratello in tutte le corti d’Europa fino al giorno in cui suo padre decise di confinarla a Salisburgo. Mentre lui trionfava, lei, vittima del suo sesso e del suo secolo, crebbe nell’ombra del genio travolgente del fratello. Tarpata, ingelosita, passionale, Nannerl avrà – malgrado tutto – il destino di una donna sorprendentemente moderna…

L’oggetto della mia ennesima piccola morte – sto parlando di godimento letterario… – è stato galvanizzante quanto mi aspettavo. Con una scrittura dolce e armoniosa, che nella prima parte del romanzo mescola la narrazione al genere epistolare, l’autrice, Rita Charbonnier – giornalista musical-teatrale e sceneggiatrice – ci consegna nel suo romanzo d'esordio uno stile e un intreccio degni di Jane Austen, scusate se è poco, e fa rivivere con la sua penna personaggi illustri quali Mozart – come avrete capito – seguito dall'inflessibile figura paterna, e poi Salieri... e anche personaggi meno conosciuti come Nannerl, la sorella, qui finalmente protagonista.

La musicalità della prosa sembra rituffarci nella fantastica opera cinematografica di Milos Forman, Amadeus. Perché chi scrive di musica, con maestria, ci consente di ascoltarla. Una vita parallela per un’eco eterna.

Se la scrittura di Rita Charbonnier fa rivivere personaggi e avvenimenti reali, l’autrice ha saputo estrarre dalla sua passione per la musica, e per la famiglia Mozart, una finzione che risuona di assoluta verità. Questo requiem letterario per una sorella, sondata fino al fondo dell’anima dalla sua autrice, mi fa pensare che se Flaubert era Emma, Nannerl è oggi Rita

Estratto:
Forse proprio questo Wolfgang ha intuito, e voluto comunicare: ognuno di noi vive nell’attesa di qualcosa, ma la realtà dei fatti è sempre diversa da ogni congettura e persino da ogni mira; nella realtà accade sempre un accidente che la mente più fantasiosa non avrebbe immaginato, e non ha senso angustiarsi sui risultati non ottenuti, che rischiano di offuscare le vere conquiste.

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